01

La distinzione in breve

L'articolo 2214 c.c. individua due categorie di documentazione per l'imprenditore che esercita attività commerciale, ferma restando l'esclusione dei piccoli imprenditori da tali obblighi: i libri obbligatori in senso proprio, cioè il libro giornale e il libro degli inventari, e le 'altre scritture contabili' richieste dalla natura e dalle dimensioni dell'impresa. A queste si aggiungono corrispondenza, telegrammi e fatture ricevute o spedite, che vanno conservati ordinatamente per ciascun affare. La distinzione non riguarda quindi la forma del documento, ma la fonte dell'obbligo: legge diretta oppure necessità operativa dell'impresa.

02

Perché la distinzione conta anche in digitale

L'articolo 2215-bis estende il perimetro: libri, repertori, scritture e documentazione, sia quelli obbligatori per legge o regolamento sia quelli richiesti dalla natura o dimensione dell'impresa, possono essere formati e tenuti con strumenti informatici. In entrambi i casi le registrazioni devono restare consultabili in ogni momento e costituire informazione primaria e originale, da cui trarre riproduzioni e copie per gli usi consentiti dalla legge. Ciò significa che anche i dati gestionali digitali, non solo i libri formalmente obbligatori, seguono lo stesso principio di integrità e disponibilità.

03

Come mappare i propri registri

Passaggi

  1. Individuare quali registri sono obbligatori per legge: libro giornale e libro degli inventari, secondo l'articolo 2214 c.c., obbligo che non si applica ai piccoli imprenditori.
  2. Verificare quali altre scritture sono richieste dalla natura o dimensione dell'impresa, inclusa la corrispondenza e le fatture.
  3. Se tenuti con strumenti informatici, applicare marcatura temporale e firma digitale almeno una volta l'anno, come previsto dall'art. 2215-bis.
  4. Conservare tutte le scritture e i documenti per dieci anni dalla data dell'ultima registrazione, secondo l'articolo 2220.
  5. Redigere l'inventario annuale con attività e passività, sottoscritto entro tre mesi dal termine per la dichiarazione dei redditi, ai sensi dell'art. 2217.

04

Esempio ipotetico

Esempio ipotetico: un'impresa commerciale tiene il libro giornale e il libro degli inventari come scritture obbligatorie ai sensi dell'art. 2214, registrando giorno per giorno le operazioni come richiede l'art. 2216. Separatamente, conserva come dati gestionali le fatture ricevute e spedite e la corrispondenza relativa a ciascun affare, ordinandole cronologicamente. Se decide di digitalizzare entrambe le categorie, applica la marcatura temporale e la firma digitale annuale previste dall'art. 2215-bis, mantenendo le registrazioni consultabili in ogni momento.

05

Controlli da fare prima di archiviare

  • Verificare se il registro rientra tra i libri obbligatori dell'art. 2214, che non si applica ai piccoli imprenditori, o tra le altre scritture richieste dalla natura dell'impresa.
  • Controllare che il libro giornale registri le operazioni giorno per giorno, come richiede l'art. 2216.
  • Assicurare che l'inventario annuale contenga attività e passività dell'impresa, secondo l'art. 2217.
  • Verificare bollatura o vidimazione solo dove prevista da leggi speciali, secondo l'art. 2215.
  • Se digitali, controllare marcatura temporale e firma digitale annuale secondo l'art. 2215-bis.

06

Come un software gestionale può supportare la distinzione

Un'azienda può scegliere di configurare, insieme al proprio partner software, un tracciamento separato tra i registri obbligatori come libro giornale e libro degli inventari e le altre scritture gestionali richieste dalla natura dell'impresa, definendo ruoli distinti per chi cura ciascun registro. È una scelta operativa suggerita, non un requisito derivante direttamente dal software, utile per mantenere le registrazioni consultabili in ogni momento, coerentemente con il principio previsto dall'art. 2215-bis.

07

Punti da ricordare

  • I libri obbligatori richiedono numerazione progressiva, ma non necessariamente bollatura, secondo l'art. 2215.
  • Le altre scritture, come corrispondenza e fatture, vanno conservate ordinatamente per ciascun affare, non come libri bollati.
  • Entrambe le categorie, se digitali, devono restare informazione primaria e originale consultabile in ogni momento, ai sensi dell'art. 2215-bis.
  • Tutte le scritture, obbligatorie o gestionali, seguono lo stesso termine di conservazione di dieci anni previsto dall'art. 2220.

08

Prossimo passo pratico

Per applicare correttamente questa distinzione, è utile mappare i registri esistenti indicando per ciascuno se rientra nei libri obbligatori dell'art. 2214 o nelle altre scritture richieste dalla natura dell'impresa, e verificare con il proprio consulente la conformità del formato di conservazione scelto, cartaceo o informatico, agli articoli 2215, 2215-bis e 2220.

FAQ

Domande frequenti

Il libro giornale deve essere bollato?

No: per il libro giornale e il libro degli inventari l'art. 2215 c.c. prevede solo la numerazione progressiva, non la bollatura, salvo obblighi specifici previsti da leggi speciali.

Per quanto tempo vanno conservate le scritture contabili?

L'art. 2220 c.c. impone la conservazione per dieci anni dalla data dell'ultima registrazione, regola che vale anche per fatture, lettere e telegrammi ricevuti o spediti.

I dati gestionali digitali hanno lo stesso valore delle scritture obbligatorie?

Sì, se tenuti secondo l'art. 2215-bis con marcatura temporale e firma digitale annuale, i libri e le scritture informatiche hanno l'efficacia probatoria prevista dagli articoli 2709 e 2710 c.c.

Fonti e verifica