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Cosa impone l'articolo 226 e cosa deve controllare il software

L'articolo 226 della direttiva IVA elenca le indicazioni che una fattura deve contenere: data di emissione, numero sequenziale univoco, numero di identificazione IVA del cedente e numero di identificazione IVA dell'acquirente quando previsto. Un sistema di fatturazione deve tradurre questi obblighi in controlli automatici che verificano presenza e coerenza di ciascun dato prima della registrazione contabile.

A questi controlli si aggiungono le regole sulla valuta dell'importo IVA, sul consenso del destinatario per la fattura elettronica e sulla garanzia di autenticità, integrità e leggibilità del documento dal momento dell'emissione fino alla fine del periodo di archiviazione.

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Perché questi dati contano nel processo IVA

L'obbligo di emettere fattura riguarda le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate verso un altro soggetto passivo o verso un ente non soggetto passivo, incluse le cessioni intracomunitarie e gli acconti ricevuti prima dell'operazione.

Ogni soggetto passivo deve inoltre tenere una contabilità sufficientemente dettagliata da consentire l'applicazione dell'IVA e il relativo controllo da parte dell'amministrazione fiscale, e deve archiviare copia delle fatture emesse e ricevute.

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Flusso di controllo prima della registrazione

Passaggi

  1. Verificare che ogni fattura riporti data di emissione e numero sequenziale univoco prima della registrazione.
  2. Controllare la presenza del numero di identificazione IVA del cedente e, quando richiesto, dell'acquirente.
  3. Convertire l'importo IVA nella moneta nazionale con il tasso previsto quando la fattura è espressa in altra valuta.
  4. Registrare l'accordo del destinatario per l'uso della fattura elettronica, salvo deroghe stabilite dallo Stato membro.
  5. Predisporre controlli di gestione che creino una pista di controllo affidabile tra fattura e operazione sottostante.

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Esempio ipotetico di verifica automatica

Esempio ipotetico: un'impresa che vende servizi a un altro soggetto passivo emette una fattura con data, numero sequenziale e proprio numero IVA. Il sistema verifica che il numero IVA dell'acquirente sia presente, come richiesto dall'articolo 226, e blocca la registrazione se un campo obbligatorio manca.

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Checklist dei campi da controllare

  • Data di emissione presente e coerente con la numerazione sequenziale.
  • Numero IVA del cedente e, se necessario, dell'acquirente registrati.
  • Importo IVA convertito in moneta nazionale quando la fattura è in altra valuta.
  • Traccia dei controlli di gestione che collega la fattura all'operazione.
  • Copia della fattura archiviata e accessibile su richiesta dell'amministrazione.

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Come impostare i controlli con un partner software

In assenza di funzionalità di prodotto documentate in questa sede, un'azienda può chiedere al proprio partner software di configurare campi obbligatori per data, numero sequenziale e numero IVA, con ruoli distinti per chi emette e chi approva la fattura, così da rendere tracciabile ogni passaggio.

È una scelta operativa suggerita, non un requisito di legge del software: prevedere una funzione di verifica automatica che segnali le fatture incomplete e conservi un registro delle modifiche, coerente con l'esigenza di autenticità e integrità indicata dalla direttiva.

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Chiarimenti rapidi sulle indicazioni obbligatorie

  • Le indicazioni obbligatorie dell'articolo 226 valgono salvo disposizioni speciali previste dalla direttiva.
  • L'obbligo di fattura elettronica richiede l'accordo del destinatario, con possibili deroghe nazionali.

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Passo successivo

Mappare i campi dell'articolo 226 nel modello di fattura del sistema gestionale e far verificare da un consulente fiscale la coerenza con le regole di archiviazione previste dagli articoli 244 e 245.

FAQ

Domande frequenti

Quali dati minimi richiede l'articolo 226 per una fattura valida ai fini IVA?

Data di emissione, numero sequenziale univoco, numero IVA del cedente e, quando previsto, numero IVA dell'acquirente, salvo disposizioni speciali della direttiva.

La fattura elettronica richiede sempre il consenso del destinatario?

Sì, l'articolo 232 lo prevede come regola generale, ma gli Stati membri possono stabilire deroghe per i soggetti passivi stabiliti nel loro territorio.

Per quanto tempo occorre garantire l'autenticità e la leggibilità di una fattura?

Dal momento dell'emissione fino al termine del periodo di archiviazione, attraverso controlli di gestione che creano una pista di controllo affidabile.

Fonti e verifica