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Le indicazioni obbligatorie da controllare
L'articolo 226 della direttiva IVA rende obbligatorie, salvo disposizioni speciali, alcune indicazioni sulle fatture emesse: la data di emissione, un numero sequenziale che identifichi la fattura in modo unico, il numero di identificazione IVA del soggetto che effettua la cessione o la prestazione e, nei casi previsti dalla stessa disposizione, il numero di identificazione IVA dell'acquirente o destinatario.
Questi elementi sono il primo blocco di controlli da configurare prima dell'emissione delle fatture, verificando caso per caso quando è richiesto anche il numero IVA del destinatario.
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Perché questi dati sono obbligatori
L'obbligo di emettere fattura nasce dall'articolo 220 per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi verso un altro soggetto passivo o un ente non soggetto passivo, oltre che per acconti ricevuti prima dell'esecuzione dell'operazione.
Gli importi possono essere espressi in qualsiasi moneta, ma l'importo IVA da pagare deve essere espresso nella moneta nazionale dello Stato membro applicando il meccanismo del tasso di conversione previsto.
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Come tradurre l'articolo 226 in controlli operativi
Passaggi
- Registrare automaticamente la data di emissione al momento della generazione del documento.
- Assegnare un numero sequenziale univoco per ogni serie di fatturazione utilizzata.
- Validare il formato del numero di identificazione IVA del fornitore prima dell'emissione.
- Verificare il numero di identificazione IVA dell'acquirente o del destinatario nei casi in cui l'operazione lo richiede.
- Convertire l'importo IVA nella moneta nazionale quando la fattura è emessa in altra valuta.
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Esempio ipotetico
Esempio ipotetico: un'azienda emette fatture verso clienti in tre Stati membri diversi, in valute differenti. Il sistema assegna un numero sequenziale per ogni serie, verifica il numero IVA del fornitore e, quando richiesto, quello del destinatario, e converte l'importo dovuto nella moneta nazionale dello Stato membro competente, come previsto dal meccanismo del tasso di conversione.
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Controlli da verificare prima dell'emissione
- La data di emissione è presente e coerente con il momento di generazione.
- Il numero sequenziale è unico e non si ripete tra le serie.
- Il numero di identificazione IVA del fornitore è presente e nel formato corretto; quello dell'acquirente è verificato nei casi in cui l'indicazione è richiesta.
- L'importo IVA è espresso nella moneta nazionale dello Stato membro.
- Per la fattura elettronica risulta registrato l'accordo del destinatario, salvo deroga nazionale.
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Cosa può configurare un'azienda con il proprio partner software
Un'azienda può chiedere al proprio partner software di configurare campi per data, numerazione sequenziale e numeri IVA applicabili, con controlli di validazione prima dell'emissione. È una scelta operativa suggerita, non un requisito di legge imposto dallo strumento.
Per l'archiviazione, l'azienda può definire ruoli e responsabilità su chi conserva le copie delle fatture emesse e ricevute e su come rendere le informazioni disponibili rapidamente in caso di richiesta, mantenendo una pista di controllo tra fattura e operazione.
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Domande frequenti
L'articolo 233 chiede di garantire autenticità dell'origine, integrità del contenuto e leggibilità della fattura dall'emissione fino al termine dell'archiviazione, anche tramite controlli di gestione che creino una pista di controllo affidabile.
L'articolo 236 permette, in caso di lotti di fatture elettroniche verso lo stesso destinatario, di indicare una sola volta le informazioni comuni, purché ogni fattura resti accessibile nella sua totalità.
L'articolo 242 richiede una contabilità sufficientemente dettagliata da consentire l'applicazione dell'IVA e il suo controllo da parte dell'amministrazione fiscale.
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Prossimo passo
Verificare con il proprio partner software quali campi obbligatori dell'articolo 226 sono già controllati automaticamente e quali richiedono una configurazione aggiuntiva, incluse le regole di archiviazione previste dagli articoli 244 e 245.
FAQ
Domande frequenti
Quali sono i dati minimi obbligatori richiamati dall'articolo 226?
La data di emissione, un numero sequenziale univoco, il numero di identificazione IVA del fornitore e, nei casi in cui l'indicazione è richiesta, il numero di identificazione IVA dell'acquirente o destinatario.
La fattura elettronica richiede sempre il consenso del destinatario?
In linea generale sì, salvo che lo Stato membro preveda una deroga per i soggetti passivi stabiliti sul proprio territorio.
Per quanto tempo vanno garantite autenticità e integrità della fattura?
Dal momento dell'emissione fino al termine del periodo di archiviazione della fattura, sia cartacea sia elettronica.
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