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Cosa rende tracciabile una rettifica IVA

Una rettifica IVA diventa tracciabile quando l'importo da regolarizzare è espresso nella moneta nazionale dello Stato membro, usando il meccanismo di conversione previsto dalla direttiva, e resta collegato, tramite una pista di controllo affidabile, alla fattura e all'operazione originaria.

La dichiarazione IVA periodica deve riportare tutti i dati necessari per determinare l'imposta esigibile e le detrazioni, così che la rettifica sia visibile anche nei totali dichiarati allo Stato membro.

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Il quadro della direttiva IVA

La Direttiva 2006/112/CE disciplina il sistema comune IVA nell'Unione Europea; queste indicazioni sono informazioni generali e non consulenza legale o fiscale.

Gli Stati membri fissano un periodo d'imposta di uno, due o tre mesi, con possibilità di una durata diversa purché non superiore a un anno, e la dichiarazione va presentata entro un termine non superiore di due mesi alla scadenza del periodo.

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Percorso pratico per rendere tracciabile una rettifica

Passaggi

  1. Individuare la fattura originaria e l'operazione di cessione o prestazione a cui la rettifica si riferisce.
  2. Esprimere l'importo dell'IVA da regolarizzare nella moneta nazionale, applicando il meccanismo di conversione dell'articolo 91.
  3. Documentare la rettifica con controlli di gestione che creino una pista di controllo affidabile tra fattura e operazione.
  4. Riportare i dati aggiornati nella dichiarazione IVA periodica, incluse imposta esigibile e detrazioni.
  5. Archiviare copia della fattura rettificata insieme all'originale, rendendola disponibile alle autorità competenti.

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Un caso ipotetico

Esempio ipotetico: un'azienda emette una fattura in valuta estera e successivamente scopre un errore sull'aliquota applicata. Per rendere tracciabile la rettifica, ricalcola l'importo IVA da regolarizzare in moneta nazionale usando il tasso di conversione previsto, collega la nuova fattura all'operazione originaria tramite un riferimento interno e archivia entrambi i documenti insieme, pronti per un'eventuale richiesta delle autorità.

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Elementi informativi da verificare

  • Identificativo IVA e indirizzo completo del fornitore e del destinatario coinvolti nell'operazione.
  • Data della cessione o prestazione originaria, se diversa dalla data di emissione della fattura.
  • Base imponibile, aliquota applicata e importo IVA corretto per ciascuna aliquota o esenzione.
  • Importo IVA da regolarizzare espresso in moneta nazionale con il tasso di conversione applicato.
  • Riferimento che collega la fattura rettificata alla fattura e all'operazione originarie, per la pista di controllo.

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Scelte operative che un'azienda può configurare

  • Un'azienda può configurare un campo dedicato per registrare l'importo IVA da regolarizzare in moneta nazionale, separato dall'importo originale in valuta estera.
  • È possibile assegnare un ruolo di revisione che verifichi il collegamento tra fattura rettificata e fattura originaria prima dell'archiviazione.
  • Si può richiedere al fornitore software un registro che tracci data, importo e motivo di ogni rettifica, per costruire la pista di controllo.
  • Le rettifiche possono essere collegate ai dati riportati nella dichiarazione periodica, così che i totali restino coerenti con le fatture archiviate.

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Chiarimenti frequenti

  • La moneta di fatturazione può essere qualsiasi valuta, ma l'importo IVA da regolarizzare deve sempre essere espresso in moneta nazionale.
  • La pista di controllo può basarsi su controlli di gestione interni, non necessariamente su un sistema specifico.
  • Per i lotti di fatture elettroniche allo stesso destinatario, le indicazioni comuni possono essere riportate una sola volta se accessibili per ciascuna fattura.

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Prossimo passo

Verificate che il vostro processo di archiviazione conservi sia la fattura originaria sia quella rettificata, con accesso rapido per le autorità competenti in caso di richiesta.

FAQ

Domande frequenti

In quale valuta va espresso l'importo IVA rettificato?

Gli importi in fattura possono essere in qualsiasi moneta, ma l'importo dell'IVA da pagare o da regolarizzare deve essere espresso nella moneta nazionale dello Stato membro, applicando il meccanismo di conversione previsto dalla direttiva.

Cosa garantisce che una rettifica resti collegata alla fattura originaria?

Controlli di gestione che creano una pista di controllo affidabile tra la fattura e l'operazione sottostante, mantenuta dal momento dell'emissione fino al termine del periodo di archiviazione.

La rettifica deve comparire anche nella dichiarazione IVA?

Sì: la dichiarazione periodica deve riportare tutti i dati necessari per determinare l'imposta esigibile e le detrazioni, quindi gli importi rettificati vanno riflessi nei totali dichiarati.

Fonti e verifica