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Cosa controlla il Sistema di Interscambio
Il SdI verifica che la fattura contenga i dati minimi obbligatori previsti dalla legge, come identificativi di fornitore e cliente, numero, data, descrizione del bene o servizio, imponibile, aliquota e IVA. Controlla inoltre che le partite IVA o i codici fiscali indicati esistano in Anagrafe Tributaria, che il campo Codice destinatario sia valorizzato e che i valori di imponibile, aliquota e IVA siano coerenti tra loro.
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Perché questi controlli esistono
Dal 1° gennaio 2019 tutte le fatture tra soggetti residenti o stabiliti in Italia devono essere elettroniche, sia per operazioni B2B che B2C, in aggiunta all'obbligo verso la Pubblica Amministrazione già in vigore dal 2015. Le regole tecniche per predisporre, trasmettere, ricevere e conservare le fatture sono definite dal provvedimento n. 433608 del 24 novembre 2022.
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Come organizzare il processo di predisposizione e invio
Passaggi
- Predisponi il file XML con un software conforme alle specifiche tecniche del provvedimento del 24 novembre 2022
- Usa la procedura web, il software scaricabile o l'App FatturAE messi a disposizione gratuitamente dall'Agenzia delle entrate, oppure un software privato conforme
- Verifica i dati minimi obbligatori e la coerenza tra imponibile, aliquota e IVA prima dell'invio
- Trasmetti il file XML tramite il portale Fatture e Corrispettivi, PEC all'indirizzo sdi01@pec.fatturapa.it, o un canale telematico attivato con il SdI
- Consulta la ricevuta di scarto, consegna o mancata consegna nell'area dedicata del portale
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Esempio ipotetico
Esempio ipotetico: un'azienda predispone una fattura con imponibile di 100 euro e aliquota al 22%, ma inserisce per errore un'IVA di 20 euro invece di 22. Il SdI rileva l'incoerenza tra imponibile, aliquota e IVA e restituisce una ricevuta di scarto, obbligando l'azienda a correggere e reinviare il file.
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Controlli da fare prima di inviare
- Dati minimi obbligatori presenti: identificativi, numero, data, descrizione, imponibile, aliquota, IVA
- Partita IVA o codice fiscale del cliente e del fornitore corretti ed esistenti in Anagrafe Tributaria
- Campo Codice destinatario correttamente valorizzato
- Coerenza numerica tra imponibile, aliquota e importo IVA calcolato
- Verifica che il file non sia già stato inviato in precedenza, per evitare un duplicato
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Come strutturare il controllo con un software gestionale
Un'azienda può chiedere al proprio software gestionale di supportare un flusso di verifica interno prima dell'invio: un ruolo dedicato che controlla i dati minimi obbligatori, un secondo controllo sulla coerenza tra imponibile, aliquota e IVA, e una traccia consultabile delle ricevute ricevute dal SdI. Questa è una scelta operativa suggerita, non un requisito del software stesso.
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Domande frequenti
Il SdI accetta anche fatture non firmate digitalmente per le operazioni verso soggetti IVA o consumatori finali, ma se il file è firmato controlla la validità del certificato.
Le regole tecniche del provvedimento del 24 novembre 2022 valgono solo per le fatture tra privati; verso la Pubblica Amministrazione restano valide le regole del Decreto Ministeriale n. 55/2013.
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Prossimo passo
Verifica ora, prima del prossimo invio, che il tuo processo copra tutti i controlli sui dati minimi, sulla coerenza IVA e sul Codice destinatario, per ridurre il rischio di scarti da parte del SdI.
FAQ
Domande frequenti
Cosa succede se l'IVA calcolata non corrisponde a imponibile e aliquota?
Il SdI verifica la coerenza tra questi tre valori: se non corrispondono, la fattura viene scartata e va corretta e reinviata.
È obbligatorio firmare digitalmente il file XML?
No, il SdI accetta anche file non firmati per le fatture verso soggetti IVA o consumatori finali; se firmato, ne controlla solo la validità del certificato.
Le regole tecniche del 2022 valgono anche per le fatture verso la Pubblica Amministrazione?
No, per le fatture verso la Pubblica Amministrazione restano valide le regole del Decreto Ministeriale n. 55/2013, non quelle del provvedimento del 24 novembre 2022.
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