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Cosa impone l'articolo 226

L'articolo 226 della direttiva IVA 2006/112/CE elenca le indicazioni obbligatorie ai fini IVA per le fatture emesse a norma degli articoli 220 e 221, salvo disposizioni speciali. Tra queste figurano la data di emissione, un numero sequenziale che identifichi la fattura in modo univoco, il numero di identificazione IVA del soggetto passivo che effettua l'operazione e il numero di identificazione IVA dell'acquirente o destinatario. Un sistema software può trasformare ciascuna indicazione in un controllo obbligatorio da eseguire prima dell'emissione.

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Perché l'obbligo nasce a monte dell'emissione

L'articolo 220 obbliga il soggetto passivo ad assicurare l'emissione della fattura per cessioni di beni o prestazioni di servizi verso altri soggetti passivi, e anche per acconti ricevuti prima dell'operazione. L'articolo 233 aggiunge che autenticità dell'origine, integrità del contenuto e leggibilità devono essere garantite dal momento dell'emissione fino al termine dell'archiviazione, e che ciò può avvenire tramite controlli di gestione che creano una pista di controllo affidabile tra fattura e operazione sottostante.

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Come tradurre l'articolo 226 in controlli

Passaggi

  1. Verificare che ogni fattura riporti la data di emissione prima del salvataggio definitivo.
  2. Controllare che il numero sequenziale identifichi la fattura in modo univoco per serie.
  3. Validare il numero di identificazione IVA del soggetto che effettua l'operazione.
  4. Validare il numero di identificazione IVA dell'acquirente o destinatario per le operazioni previste.
  5. Se l'importo non è espresso in moneta nazionale, verificare la conversione secondo l'articolo 230.

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Un caso ipotetico: lotti di fatture elettroniche

Esempio ipotetico: un'azienda invia più fatture elettroniche allo stesso destinatario in un unico lotto. Secondo l'articolo 236, le indicazioni comuni alle diverse fatture possono essere riportate una sola volta, a condizione che per ciascuna fattura la totalità delle informazioni resti accessibile. Un controllo software può quindi verificare che ogni fattura del lotto, anche senza ripetere i dati comuni, mantenga tutte le indicazioni richieste consultabili singolarmente.

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Checklist minima prima dell'emissione

  • Data di emissione presente e corretta.
  • Numero sequenziale univoco assegnato alla fattura.
  • Numero IVA del soggetto passivo emittente verificato.
  • Numero IVA dell'acquirente o destinatario verificato, quando richiesto.
  • Pista di controllo tra fattura e operazione sottostante documentata (art. 233).

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Cosa può configurare un'azienda in un gestionale

Un'azienda può chiedere al proprio partner software di configurare ruoli e passaggi di revisione che verifichino, prima dell'emissione, la presenza delle indicazioni previste dall'articolo 226. Può inoltre organizzare una traccia che collega ogni fattura all'operazione di riferimento, coerente con l'idea di pista di controllo affidabile dell'articolo 233, e prevedere l'archiviazione ordinata delle copie, in modo che siano rese disponibili alle autorità competenti su richiesta, come previsto dagli articoli 244 e 245. Queste sono scelte operative suggerite, non requisiti di prodotto.

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Domande frequenti sul flusso di controllo

L'accordo del destinatario è rilevante per la fattura elettronica: l'articolo 232 la subordina al suo consenso, salvo deroghe stabilite dagli Stati membri.

La contabilità deve essere sufficientemente dettagliata da consentire l'applicazione dell'IVA e il suo controllo, secondo l'articolo 242.

La dichiarazione IVA va presentata entro un termine fissato dagli Stati membri, che non può superare di oltre due mesi la scadenza del periodo d'imposta, secondo l'articolo 252.

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Prossimo passo

Confronta la checklist con il ciclo di emissione fatture in uso e chiedi al partner software di attivare i controlli mancanti sulle indicazioni dell'articolo 226 prima della prossima campagna di fatturazione.

FAQ

Domande frequenti

Quali indicazioni minime richiede l'articolo 226 per ogni fattura?

Data di emissione, numero sequenziale univoco, numero IVA del soggetto che effettua l'operazione e numero IVA dell'acquirente o destinatario, salvo disposizioni speciali della direttiva.

Come si garantisce l'integrità di una fattura secondo l'articolo 233?

Tramite controlli di gestione che creano una pista di controllo affidabile tra la fattura e la cessione di beni o prestazione di servizi collegata, dall'emissione fino al termine dell'archiviazione.

Un lotto di fatture elettroniche può omettere dati ripetuti?

Sì, l'articolo 236 permette di indicare una sola volta le informazioni comuni a più fatture elettroniche dello stesso destinatario, purché ogni fattura resti interamente accessibile.

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Fonti e verifica